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 101 - CIMA DEL TROBIO mt. 2865 102 - MONTE COSTONE mt. 2835 103 - PIZZO STRINATO mt. 2836

Trittico di vette concatenabili attraverso una divertente ma un pò impegnativa cavalcata in cresta che parte dal Passo del Trobio, che divide la Cima omonima dal Gleninosino al Pizzo Strinato. In alcuni punti è conveniente abbandonare la cresta abbassandosi un poco per aggirare salti rocciosi piuttosto difficoltosi ed esposti. La zona è particolarmente selvaggia e austera e merita maggior considerazione. L'escursione può forse risultare essere troppo lunga per essere effettuata in giornata, si consiglia quindi il pernottamento al Rifugio Curò.

Partenza da: Valbondione mt. 940

Dislivello: 1925 + saliscendi Ore: 12,00 (8,00 Salita + 4,00 Discesa) Difficoltà: AF + (PD -)

Segnavia: 305 sino al Rif. Curò + 308 e tracce sino alla base del Ghiacciaio + Creste Versanti S.

Discesa Via normale del Pizzo Strinato Vers. S poi W - NW sino al Rif. Barbellino + 324 sino al Curò indi ancora 305.

101 - Da Valbondine al Rif. Curò mt. 1895 e quindi sino alla base della Vedretta del Trobio (rifarsi agli itinerari 53/95 e 56/99). Tenendo decisamente la sinistra, si sale obliquamente cercandoil passaggio migliore in direzione dell'evidente intaglio che separa la Cima del Trobio da una Quota anonima (mt. 2780) che precede il Glenino, che da questo versante appar particolarmente slanciato. Raggiunto detto intaglio (P.so del Trobio mt. 2700 c.a), si aggirano sulla sinistra (lato Seriano) i primi contrafforti rocciosi abbastanza impegnativi, salendo un canalino di erba e rocce non difficile, ma che occorre superare con la dovuta cautela in quanto esposto. Sbucati sul filo di cresta, la si percorre per un breve tratto per abbassarsi ora sul versante E (destra), andando a cercare i tratti erbosi che delimitano e aggirano le pareti rocciose soprastanti. Dopo un tratto di salita obliqua a mezza costa, si rimonta la ripida china erbosa riprendendo la cresta e con qualche saliscendi, facendo attenzione nei delicati passaggi rocciosi, si giunge in breve sulla Cima del Trobio con omino di pietre. (3,30 h. dal Rif. Curò).

102 - La discesa dal versante N non presenta particolari problemi, si giunge cosi al colletto dove confluisce il canale che sale dal sottostante vallone del Trobio (in realta sarebbe la via noi male di salita, utile se si vuole evitare il primo tratto di cresta sopracitalo). Ora si prosegue lungo le facili ma un po' esposte rocce della cresta che porta al Monte Costone, del quale si raggiunge prima un'anticima con piccolo omino di pietre e poi, per traverso semipiano , sempre lungo un'aerea cresta all'ultimo strappo per la velia con ennesimo omino e poco sotto verso W una piccola croce metallica con effigie della Madonna. (+1h. scarsa da Cima del Trobioima del Trobio).

103 - Continuando verso il Pizzo Strinato, bisogna i .ijM'.mnj'.eie 1.1 laij'.a Bocchetta del Lago mt. 2861, ma conviene abbandonare quasi subito la eresia in quanto poco avanti un salto di rocce difficilmente aggirabile può creare problemi. Scendendo quindi con direzione NW lungo il ghiaione sottostante, senza una precisa traccia ma con l'intento di avvicinarsi alla suddetta bocchetta (quindi conviene non abbassarsi troppo), la si raggiunge con un traverso lungo la pietraia e rialzandosi obliquamente lungo le ghiaie miste ad erba sottostanti la bocchetta stessa. Ora salendo la dorsale è meglio tenere per un po' la destra (E) rimontando a tratti la cresta dove conviene sino ad incrociare un lastrone di pietra con la scritta "Sentiero Ciankol"; adesso il i cacciato è evidente e segnalato e in circa mezzora si giunge alla cima del Pizzo Strinato costituita da due punte di uguale altezza su una delle quali è eretto il solito omino di sassi, sull'altra, poco più in basso sul versante che da sul Lago naturale del Barbellino e il rifugio omonimo, una scalcinata croce metallica.

103 b - Alternativa per la discesa. Ritornati alla Bocchetta del Lago, scendere lungo la valle omonima attraverso pietraie e ghiaie mobili, transitando nei pressi della Quota 2632 (Spalla Occidentale del M. Costone) che volendo in meno di un'ulteriore oretta si può salire e scendere tramite un ripido ed evidente ghiaione e una breve crestina sino alla rossa croce posta sulla cima. Quindi, ridiscesi al punto di partenza, dalle ghiaie ci si inserisce nelle tracce di sentiero costeggiando nella parte inferiore della valle un rigoglioso torrente sino al sottostante Rifugio Barbellino mt. 2120, dal quale in un'ora lungo il pianeggiante sentiero, che prima attraversa il vallone dove sul fondo scorre il neonato ma già turbolento Fiume Serio e successivamente costeggia il bellissimo Bacino Artificiale del Barbellino, si giunge al Rif. Curò.

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