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Pizzo Recastello Canalino Nord mt. 2886 |
Tra le numerose ed attraenti cime dell'Alto Barbellino, il Pizzo Recastello è senza dubbio una delle più belle e più frequentemente salite. Particolarmente suggestivo è il versante N, ben visibile dalla Valle della Malgina, ma anche solo portandosi verso il lago naturale del Barbellino, e altrettanto il versante W godibile dal Rif. Curò o ancora meglio dalla Valmorta. Montagna prevalentemente rocciosa, offre una bellissima cavalcata in cresta sul versante NW, la cosiddetta cresta dei "Corni Neri " (anche se per Alpinisti che sanno affrontare il IV° grado) e un divertente e non troppo impegnativo canalino di neve sul già citato versante N, che vuole essere la nostra proposta di salita. La pendenza del canale tocca i 45° nel tratto più ripido, in generale è sui 40°; salito nel periodo di giusto innevamento non comporta particolari pericoli e difficoltà, sono però naturalmente necessari ramponi, piccozza e un po' di esperienza su neve. Chi comunque volesse salire alla cima dalla Via Normale può percorrere a ritroso l'itinerario dato come alternativa per la discesa.
Partenza da: Valbondione mt. 940 Dislivello: 1946
Ore: 8,30 (5,00 Salita + 3,30 Discesa)
Difficoltà: ED+ in generale; Qualche breve tratto AF
Segnavia: 305 sino al Rifugio Curò + 308 e tracce sino all'attacco del Canalino N + Cresta W.
Discesa Via normale versante S - SW + tracce a prendere il 321 sino al Rif. Curò.
98 - Dal paese di Valbondione, si sale al Rifugio Curò mt. 1895 (itinerario 53/95) dove si può pernottare per spezzare in due la non brevissima salita al Recastello, oppure, se si ha l'allenamento necessario, continuare ora lungo il segnavia 308, stando alti sopra il bellissimo lago arti ficiale del Barbellino, e in falsopiano si arriva ad attraversare su un ponticello il torrente attiguo alla Cascata della Val Cerviera, (qui, piegando verso destra si entra nella valle omonima e si prende il sentiero della Via Normale); noi però continuiamo sempre lungo il bel sentiero chi-costeggia il lago e in prossimità di un grande traliccio della corrente si devia a destra, con salita ora più accentuata, seguendo le tracce di sentiero che portano al Monte Gleno, per poi abbaii donarle poco sopra verso destra, e per ripidi balzi erbosi giungere al pietroso pianoro dove inizia il ghiaione-nevaio del versante N del Pizzo Recastello (3,15 h. e.a dalla partenza). Detto nevaio inizialmente è assai largo e non troppo ripido, ma salendo si restringe un poco e la pendenza aumenta; sulla nostra sinistra possiamo ammirare l'austera e un po' tetra Cresta elei Corni Neri. Una volta giunti ad una conca detritica, il canale continua sulla destra, restringendosi ulteriormente, ma mantenendo ancora una pendenza moderata sino a quando, piegando ora verso sinistra, si entra nel "canalino" vero e proprio, assai suggestivo e selvaggio, piuttosto stretto (in alcuni punti poco più di due metri) e salendo sempre più ripido, ma come detto sopra raggiungendo i 45° solo nell'ultimo tratto. La salita metterà facilmente a dura prova fiato r gambe, ma è di sicura soddisfazione. Dopo circa 1,30 h. dall'inizio del nevaio si esce alla breccia sommitale del canalino, dove sulla sinistra una cresta di rocce rotte ci porta in un ultimo quarto d'ora sulla bella vetta con croce.
98 b - Alternativa per la discesa. Dopo questa bella ascensione dal carattere più Alpinistico e In Escursionistico, possiamo con altrettanta soddisfazione scendere dalla Via Normale, seguendo i bolli rossi con direzione W, percorrendo un breve tratto di cresta sino ad un intaglio dal quali-diparte un canale roccioso attrezzato. Con la dovuta attenzione, ci si cala con l'aiuto di alcuni-i ali-ile sino alla sua base, per poi scendere lungo il ripido ghiaione sottostante (spezzato da varii-serpentine), sino alla vasta pietraia posta ai piedi della parete S. del Recastello. Quindi si attraversa il torrente, e scendendo per detriti e roccette seguendo una traccia di omini, si incrocia il segnavia 321 che, per radi pascoli, verso sinistra ci porta ad un pianoro costeggiato sulla destra dal torrente. Discesi con numerosi e brevi tornanti, tralasciando il bivio per i Laghi della Val Cerviera si giunge ad un secondo pianoro e, dopo la successiva discesa si supera la cascata della Val Cerviera sino al ponticello di legno sul torrente dal quale si riprende il sentiero che porta al Rifugio Curò e quindi all'itinerario dell'andata.