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La conca del Barbellino è senza dubbio l'area escursionisticamente più interessante di tutte le Alpi Orobie, per la presenza di tutta una serie di bellissime e non troppo impegnative vette, a quote che spesso sfiorano i 3000 m. La zona fa parte della riserva naturale Belviso-Barbellino e pertanto la fauna alpina pregiata, specialmente nelle conche più appartate, è molto abbondante. Il rifugio Curò è conosciuto dagli appassionati anche a causa dell'immediata vicinanza delle famose Cascate del Serio che, con un triplice salto di oltre 300 metri, sono le più alte d'Italia e le seconde d'Europa (purtroppo lo spettacolo non è sempre visibile dato che le acque che alimentano le cascate sono utilizzate a scopi idroelettrici. Tuttavia in alcune Domeniche di agosto le dighe vengono aperte appositamente.
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Rifugio Curò è stato il secondo rifugio a essere inaugurato dal Cai di Bergamo
nel 1886, dopo quello di Ca' Brunona.Il nome deriva dal ing. Antonio Curò,
allora presidente del Cai Bergamo.
Nel 1895 il Cai di Bergamo decise di
costruire un nuovo rifugio più grande, venne cosi costruito uno poco più ad est
del vecchio rifugio a quota 1895 e venne anch'esso dedicato all' ing. Curò. Nel
1973 su progetto del geom.
Luigi Locatelli ne venne costruito un
terzo, con circa 100 posti letto , situato sul lago artificiale del
Barbellino a quota 1915 m.
Il rifugio Curò rimane uno dei più grandi
rifugi della Bergamasca, anch'esso parte del sentiero delle Orobie, dal rifugio
si può raggiungere il rifugio Coca, rif. Albani passando dal passo manina e il
laghetto naturale del Barbellino a quota 2128 m.
Al rifugio curò potrete assaporare piatti tipici della cucina Orobica, come Casoncelli della Bergamasca, Pizzoccheri, paste con ragù di selvaggina per finire con ottimi dolci fatti in casa, e tanto altro che i nostri cuochi preparano quotidianamente.